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Ecocolordoppler cardiaco
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Perché l’Ecocolordoppler Cardiaco è uno degli esami più importanti per il cuore?

Per avere una visione d’insieme del cuore in tutte le sue componenti, l’esame di riferimento è sicuramente l’ecocolordoppler cardiaco: di natura diagnostica strumentale, questo permette, attraverso l’utilizzo di ultrasuoni che non sono nocivi in alcun modo alla salute del paziente, di analizzare in profondità e con scrupolo la parti che compongono muscolo cardiaco, dalle camere cardiache (atri e ventricoli), con la possibilità di misurarne le dimensioni, alle valvole cardiache, fino alla pompa del muscolo cardiaco. Ecco cosa sapere a riguardo!

 

A cosa serve l’ecocolordoppler cardiaco?

L’ecocardiogramma-colordoppler o, semplicemente, ecocolordoppler cardiaco, consiste in una metodologia diagnostica ecografica non invasiva che si utilizza per individuare le eventuali malattie cardiache, sia sintomatiche che asintomatiche, analizzando sia il flusso sanguino che passa dal cuore, la forza dell’organo e la sua funzionalità. Viene effettuata, ad esempio, quando c’è il sospetto di un danno al miocardio, quando si verifica un’insufficienza cardiaca, se è presente un difetto congenito dell’organo, se ci sono anomalie nelle valvole cardiache o in caso di endocardite, ovvero, un’infiammazione del rivestimento interno del miocardio o delle valvole. L’ecocolordoppler cardiaco consente dunque di verificare l’eventuale presenza di malattie cardiache e, nel caso, in cui fosse presente qualche anomalia o problema, di valutarne poi l’evoluzione nel tempo. L’ecocolordoppler cardiaco permette non solo di valutare la tipologia e la gravità delle malattie che interessano le valvole cardiache, ma anche le dimensioni e il movimento delle pareti del cuore, le eventuali cardiopatie congenite e di controllare gli esiti di interventi cardiochirurgici.

 

Come si esegue l’ecocolordoppler cardiaco?

L’ecocolordoppler cardiaco altro non è che un’ecografia effettuata con una sonda che emette ultrasuoni, e che viene fatta scorrere sulla parte di pelle all’altezza del cuore dove è stato in precedenza spalmato del gel: questo permette di visualizzare sul monitor dell’ecografo l’anatomia del cuore del paziente e la sua funzionalità. In tale modo, il medico potrà avere una visione d’insieme sul cuore, i vasi sanguigni ed il flusso di sangue all’interno di atri e ventricoli, individuando e valutando le eventuali anomalie. Nel mentre dell’esame, il cardiologo potrebbe richiedere al paziente di respirare in una determinata maniera oppure di sdraiarsi sul fianco sinistro, per analizzare il cuore da diverse angolazioni. L’esame è totalmente indolore, non comporta alcun pericolo per il paziente, non è invasivo e non richiedere alcuna preparazione specifica; infatti, si può mangiare e bere tranquillamente prima dell’esame e continuare ad assumere i proprii farmaci. In ogni caso, è consigliato di evitare di compiere sforzi fisici per almeno 20 minuti prima dell’esame e di evitare se possibile dei pasti precedenti abbondanti e la caffeina. La durata dell’ecocolordoppler cardiaco varia dai 20 minuti ad un’ora; tuttavia, in alcuni casi, potrebbe durare anche più a lungo.

 

Cosa si vede dall’ecocolordoppler cardiaco?

La particolarità dall’ecocolordoppler cardiaco è dovuta al fatto che, attraverso l’ecografia ad ultrasuoni, è possibile individuare i vari flussi sanguigni e riconoscerli per mezzo di due colori: in rosso, infatti, sono indicati quelli che vanno in direzione della sonda, mentre in blu si hanno che si allontanano; grazie a questa distinzione, il cardiologo può analizzare con estrema efficacia le caratteristiche di velocità e portata del flusso sanguigno. Inoltre, l’ecocolordoppler tiene conto della contrattilità del miocardio, della morfologia delle cavità e delle valvole, permettendo dunque una valutazione completa delle condizioni cardiache di un paziente.

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Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.