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Infertilità di coppia: cause, diagnosi e cure

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Se ne parla ancora poco, ma l’infertilità è un problema diffuso che può avere un impatto importante, non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo.

Il desiderio di avere un figlio e il tempo che passa senza riuscirci possono generare dubbi, preoccupazioni e momenti di sconforto. Spesso, inoltre, ci si sente soli, senza capire a chi rivolgersi per un aiuto concreto. Solo in Italia, circa il 15% delle coppie vive questa situazione.

La buona notizia è che esistono diversi strumenti per individuare le possibili cause dell’infertilità e valutare il percorso più adatto a ogni coppia.

Infertilità e sterilità: cosa significano e qual è la differenza?

Sebbene i termini infertilità e sterilità siano spesso utilizzati come sinonimi, ci sono delle distinzioni da fare:

  • con sterilità si intende l’incapacità di un individuo (e di una coppia) di concepire entro 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti;
  • l’infertilità fa riferimento all’incapacità di portare a termine una gravidanza fino a partorire un bambino vitale. Non si tratta, quindi, per forza dell’impossibilità assoluta di concepire.

Nella pratica clinica, la separazione non è sempre netta e la terminologia può variare in base al contesto.

Sia l’infertilità che la sterilità possono essere distinte in due forme:

  • “primaria“, la coppia non ha mai concepito
  • “secondaria“, esiste una storia di almeno un concepimento indipendentemente dall’esito di quella gravidanza. 

Ciò che conta davvero è comprendere che ogni situazione è diversa. Quando una gravidanza non arriva, è importante non trarre conclusioni affrettate, ma rivolgersi a uno specialista che possa valutare la storia clinica di entrambi i partner.

Quali sono le principali cause dell’infertilità?

L’infertilità può dipendere da fattori femminili, maschili, dalla combinazione di entrambi e/o da cause ambientali. Vediamo quali sono alcune delle condizioni più frequenti.

Fattori femminili

  • Disturbi dell’ovulazione, ad esempio la sindrome dell’ovaio policistico, che possono rendere irregolare o assente il rilascio dell’ovocita.
  • Alterazioni o ostruzioni delle tube di Falloppio, con conseguente ostacolo all’incontro tra ovocita e spermatozoo. Anche pregresse infezioni pelviche, endometriosi, interventi chirurgici addominali o pelvici e processi aderenziali possono essere associati a un danno delle tube. In alcuni casi la loro alterazione è del tutto asintomatica e viene scoperta solo durante gli accertamenti per infertilità.
  • Condizioni anatomiche che possono interferire con il concepimento: malformazioni uterine, miomi, polipi endometriali, adenomiosi possono, in situazioni selezionate, avere un impatto sulla fertilità.
  • Pregressi trattamenti medici con impatto negativo sulla riserva ovarica (chemioterapia, radioterapia, interventi chirurgici pelvici).

Fattori maschili

  • Alterazioni del numero, della motilità o della morfologia degli spermatozoi.
  • Varicocele, che può influire sulla produzione e sulla qualità degli spermatozoi.
  • Fattori genetici o altre condizioni particolari dell’apparato riproduttivo.
  • Squilibri ormonali.
  • Come nella donna, pregressi trattamenti medici (chemioterapia, radioterapia, interventi chirurgici).

Fattori legati allo stile di vita

Uno dei principali fattori determinanti è l’età, soprattutto per la donna, sebbene ci siano sempre più dati circa l’importanza anche dell’età maschile. Col passare degli anni, infatti, diminuiscono sia il numero di ovociti che la loro qualità. Dunque l’età va sempre considerata nella scelta del percorso diagnostico e terapeutico.

Anche altri fattori legati allo stile di vita possono influenzare la fertilità di entrambi i partner:

  • fumo
  • consumo eccessivo di alcol
  • obesità o forte sottopeso 
  • esposizione ad alcuni fattori ambientali
  • stress cronico.

Conoscere le possibili cause è importante, ma non basta. Per questo è necessario un percorso diagnostico personalizzato.

Perché è importante il coinvolgimento di entrambi i partner?

Abbiamo appena visto che l’infertilità può riguardare un ampio ventaglio di scenari. Ecco perché è fondamentale che sia la donna sia l’uomo vengano coinvolti fin dalle prime fasi del percorso diagnostico.

Analizzare la situazione di entrambi consente di ottenere un quadro più completo, evitare accertamenti non necessari e individuare con maggiore precisione le eventuali criticità.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che la ricerca di una gravidanza può essere un’esperienza emotivamente impegnativa. Affrontare insieme gli accertamenti e le eventuali terapie aiuta a condividere le decisioni e a vivere il percorso con maggiore consapevolezza.

Quando rivolgersi agli specialisti per l’infertilità?

In generale, è consigliabile rivolgersi a uno specialista se una gravidanza non arriva dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti. Tuttavia, questo intervallo può cambiare in base all’età e alla storia clinica dei partner.

Per le donne di età superiore ai 35 anni, ad esempio, è opportuno chiedere una valutazione già dopo 6 mesi di tentativi senza successo. In presenza di patologie note, come cicli molto irregolari, precedenti interventi sull’apparato riproduttivo o altri fattori di rischio, può essere indicato rivolgersi al medico anche subito.

Se è vero che il fattore tempo può incidere sulle possibilità di concepimento, soprattutto per la fertilità femminile, questo non significa che sia necessario allarmarsi se la gravidanza tarda ad arrivare, significa, piuttosto, non aspettare se ci sono le condizioni per un approfondimento.

Come funziona la prima visita per l’infertilità?

Solitamente al primo colloquio viene eseguita una visita ginecologica con una ecografia pelvica. Al termine della visita il medico prescrive gli accertamenti ritenuti necessari per entrambi i partner, come:

  • test ormonali su sangue;
  • esami per la donna, come ecografia transvaginale, un esame per valutare che le tube siano aperte (isterosalpingografia e sonoisterosalpingografia), pap test e tamponi, isteroscopia;
  • esami per l’uomo, come un esame del liquido seminale e una spermiocoltura.

La prima visita rappresenta un momento importante anche per comprendere la situazione della coppia, ricostruire la storia clinica e riproduttiva di entrambi i partner e conoscere lo stile di vita. A seconda della situazione, lo specialista può prescrivere anche altri approfondimenti.

Non tutte le coppie, infatti, devono eseguire gli stessi esami. Il percorso viene definito caso per caso, evitando controlli superflui e concentrandosi sulle informazioni davvero utili.

Quali sono i principali percorsi terapeutici?

Una volta completati gli accertamenti, lo specialista può proporre diverse possibilità. Esistono trattamenti farmacologici, interventi mirati per correggere condizioni anatomiche e percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA) di I e di II livello.

Non esiste, dunque, un’unica soluzione valida per tutti: il trattamento dipende dalle cause individuate, dall’età dei partner, dalla durata della ricerca di una gravidanza e dalle caratteristiche complessive della coppia.

La difficoltà a concepire può generare domande e preoccupazioni, ma non deve essere affrontata in solitudine. Conoscere le possibili cause, rivolgersi a un professionista e condividere il percorso con il proprio partner sono passi importanti per vivere la situazione con maggiore serenità.

 

Dott.ssa Barbara Buonomo
Specialista in Ginecologia e Ostetricia

Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.