Inaugurato in ZAI il terzo centro medico Tecnomed
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Nella stessa area un centro culturale dedicato all’arte contemporanea

Verona, 1° ottobre 2021. Si è tenuta venerdì 1° ottobre alle ore 11,30 in Viale del Commercio 14 l’inaugurazione del nuovo centro Tecnomed Verona, il terzo presente nel territorio veronese – che va ad affiancare i centri di Piazza Isolo e Via Frattini in Centro Storico – e il sesto del gruppo Tecnomed, insieme a quelli di Trento e Rovereto.

La nuova sede di Viale del Commercio si avvale di macchinari di altissima tecnologia per poter eseguire una diagnostica di eccellenza sul territorio, ampliando l’offerta sanitaria per i cittadini veronesi in entrambi i distretti e potenziando il servizio di prevenzione nell’ottica di una medicina territoriale di supporto alle sempre più numerose richieste di salute.

«Anche in questo centro abbiamo dato particolare rilievo all’investimento in tecnologie e macchinari, che sono da sempre il focus della ricerca medica e scientifica che ha permesso a Tecnomed di essere all’avanguardia nella diagnostica per immagini» ha commentato Matteo De Iorio, Direttore Sanitario di Tecnomed Verona.

Il Centro Tecnomed, il cui progetto è stato curato dalla società ARTECO S.r.l., nasce nell’ambito della Variante 29, il documento che detta le linee dello sviluppo urbanistico attraverso il recupero di siti dismessi nel minor consumo del suolo, secondo il concetto di rigenerazione urbana.

All’interno dell’area di una ex segheria risalente agli anni ‘30 e poi abbandonata è sorto il centro diagnostico con annesso uno spazio culturale aperto al pubblico e dedicato all’arte contemporanea, che ospiterà la collezione del dott. Mauro De Iorio, Presidente di Tecnomed.

«L’idea di far sorgere nello stesso luogo il centro medico e quello culturale nasce dalla volontà di unire le mie due grandi passioni, la medicina e l’arte, – spiega Mauro De Iorio – dando forma ad una soluzione che crei una dimensione nuova attraverso la continua osmosi tra tecnologia, arte e bellezza, in un dialogo ininterrotto che si ritrova ad esempio nella presenza di opere d’arte negli ambulatori stessi, nei corridoi e nelle aree comuni».

 

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