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Tac: storia e caratteristiche
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Nel 2021 si è celebrato il 50° anniversario dalla invenzione della TAC (Tomografia Assiale Computerizzata in italiano; Computed Tomography o CT in inglese).
Il primo apparecchio è infatti nato nel 1971 a Londra da un’idea dell’ingegnere Hounsfield che lavorava presso i laboratori della EMI, casa discografica inglese dove è iniziata anche la carriera dei Beatles: è stato proprio grazie agli introiti ottenuti dalla vendita dei dischi del celebre complesso che fu possibile finanziare lo sviluppo dell’innovativo progetto dell’ingegnere al quale pochi anni dopo fu assegnato il premio Nobel per questa scoperta.

Si può dire che se non fossero esistiti i Beatles forse non sarebbe stata inventata la TAC!

La primissima apparecchiatura impiegò alcuni giorni per fornire le immagini di un cervello umano mentre quelle messe in commercio nel 1971 circa 2 ore.
In Italia la prima macchina per lo studio del cranio fu installata nel 1974 presso l’Ospedale Bellaria di Bologna mentre la prima per lo studio del corpo all’Ospedale di Borgo Roma a Verona all’inizio degli anni 80: quest’ultima per ottenere una singola immagine dell’addome impiegava circa 2 minuti.
Da allora l’evoluzione tecnologica ha portato allo sviluppo di 4 “generazioni” di apparecchiature: la terza, quella attualmente utilizzata, è in grado di fornire migliaia di immagini in pochi secondi.

In sintesi si è passati dall’ottenere singole “fette” trasversali contigue del corpo ad acquisire “volumi” che è possibile elaborare in un secondo tempo per fornire visioni del corpo secondo tutti i piani spaziali, anche curvilinee, con la possibilità di elaborare anche “ricostruzioni” tridimensionali.
Le immagini della TAC sono costituite da tanti piccoli quadratini, come le immagini televisive: tanto più sono piccoli tanto più è definita l’immagine finale. Con le nuove macchine in commercio, dotate di elevatissima tecnologia, queste immagini si ottengono in tempi brevissimi e sono in grado di fornire dettagli anatomici anche di strutture millimetriche.

Come è noto si tratta di una tecnologia che utilizza i Raggi X e che sinteticamente funziona in questo modo: una fonte (tubo radiogeno) emette i raggi nel mentre sta girando intorno al corpo umano per 360°; dopo averlo attraversato, ed essere stati in parte assorbiti, le radiazioni residue vengono captate da un rilevatore, disposto frontalmente al tubo radiogeno, che elabora la quota rimasta e in breve tempo, grazie ad un potente calcolatore, fornisce l’immagine virtuale del corpo umano in bianco-nero mediante una “Scala dei Grigi” che va dal bianco delle strutture ossee (che non vengono oltrepassate dai Raggi X e quindi non vengono captate dal rilevatore) al nero dell’aria nei polmoni (i Raggi X non trovano ostacoli alla loro penetrazione e sono rilevate quasi per intero) passando appunto per i vari gradi di grigio caratteristici di ogni organo o apparato e ben conosciuti dal Medico Radiologo.

Il valore utilizzato in TAC per misurare la “Scala dei Grigi” è la “Unità Hounsfield” (UH dal nome del suo inventore): un numero che indica appunto la densità dei vari grigi posti dell’intervallo tra bianco e nero.
La dose di radiazioni utilizzata è piuttosto elevata e dipende soprattutto dal tipo di indagine che può prevedere anche più fasi: le apparecchiature di più recente sviluppo sono in grado di tarare la dose più bassa possibile per ottenere comunque immagini utili alla diagnosi.

Tutte le macchine sono provviste di un’apertura rotonda il cui spessore è inferiore a 50 cm. : non ci sono pertanto problemi di claustrofobia.
Non è necessaria alcuna preparazione particolare per l’esecuzione dell’esame standard; se invece è richiesto uno studio con mezzo di contrasto è indispensabile il digiuno da almeno 6 ore e la preventiva esecuzione degli esami del sangue che indichino il corretto funzionamento dei reni attraverso i quali il mezzo di contrasto viene eliminato.

I dati ottenuti nell’esame di base, una volta dimesso il Paziente, possono essere successivamente rielaborati in vari modi: sia per ottenere “ricostruzioni” orientate secondo tutti i piani dello spazio (che servono soprattutto a valutare i rapporti delle lesioni con le strutture vicine in vista di biopsia o intervento), sia per mostrare con tipo di grigio e filtro (“finestra”) più adatti le singole strutture corporee (osso, organi e altri tessuti molli, polmoni) in differenti serie di immagini.

Eventuali altre informazioni vengono fornite contattando i nostri centri!

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Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.