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Quando fare una visita cardiologica completa
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Il cuore, insieme al cervello, è l’organo più importante del corpo, da cui dipendono tutte le funzionalità del sistema cardiocircolatorio. Possiamo definire il cuore come una “pompa” che accumula e rilascia il sangue costantemente affinché possa raggiungere tutti i tessuti e i distretti del nostro organismo.

Data la sua vitale funzione, è importante che questo organo funzioni sempre correttamente, motivo per cui diventa fondamentale monitorarne lo stato di salute e le condizioni generali al fine di prevenire e curare eventuali patologie o problematiche. Come fare? La visita cardiologica rappresenta il principale strumento diagnostico e di monitoraggio per tenere sotto controllo il cuore, ma in cosa consiste? E soprattutto, quando è necessario farla? Approfondiamo queste tematiche in questo articolo.

Quando fare la prima visita cardiologica?

In età pediatrica la visita cardiologica è generalmente consigliata dal pediatra, a volte già nei primi giorni dopo la nascita, per chiarire l’origine di un soffio cardiaco o l’effetto sul cuore di alcune malattie. In età adulta, in assenza di sintomi, è consigliabile effettuare la prima visita cardiologica una volta superati i 40 anni di età per gli uomini, i 50 anni per le donne; più precocemente in presenza di alcuni specifici fattori di rischio quali:

• Colesterolo alto (ipercolesterolemia)
• Pressione alta (ipertensione arteriosa)
• Obesità
• Diabete
• Depressione
• Vita sedentaria e inattività
• Tabagismo
• Familiari con diagnosi di disturbi cardiovascolari.

Naturalmente resta sempre raccomandabile rivolgersi ad un medico con urgenza nel caso in cui si dovessero manifestare segni di possibili disturbi cardiovascolari, quali dolore toracico, palpitazioni, difficoltà respiratorie.

Come verrà effettuata la visita cardiologica?

Innanzitutto, il medico raccoglierà una serie di informazioni sul vostro stile di vita, sulla presenza di eventuali fattori di rischio per sviluppare malattie cardiovascolari (ad esempio se in famiglia vi sono soggetti affetti da cardiopatia), sui vostri eventuali sintomi (fase chiamata anamnesi). Quindi vi visiterà, ascoltando i rumori del vostro cuore, e vi misurerà la pressione arteriosa. Quasi sempre eseguirà anche un elettrocardiogramma (vedi descrizione dell’esame).

Infine, concorderà con voi un’eventuale terapia, se necessaria, ed ulteriori controlli, se ritenuti utili. La durata di una visita cardiologica è variabile in relazione alle problematiche del paziente, in genere compresa tra i 15 e i 30 minuti. Alla fine della visita vi verrà rilasciato il referto della prestazione.
Se possedete documenti clinici (ad esempio esami del sangue) è molto importante che li portiate con voi.

Cos’è l’elettrocardiogramma (ECG) e come si esegue

È un esame diagnostico che prevede l’utilizzo di uno strumento specifico, l’elettrocardiografo, attraverso cui registrare e tracciare l’attività elettrica del cuore e il suo ritmo. Si tratta di un test completamente indolore e non invasivo, che viene effettuato applicando degli elettrodi in vari punti del corpo del paziente (in corrispondenza dei polsi, delle caviglie, del torace); il risultato finale è un tracciato che mostra l’attività del cuore e fornisce allo specialista una visione immediata della sua salute.

Vi verrà chiesto di liberare il torace dagli indumenti e di sdraiarvi su un lettino. L’operatore posizionerà quindi gli elettrodi (piccoli adesivi) sul torace e sugli arti e registrerà il tracciato elettrocardiografico. L’ECG dura circa 3 minuti, non comporta rischi e non richiede alcuna preparazione. Se l’esame è eseguito nell’ambito della visita il referto verrà allegato a quello della visita. Se eseguite un ECG al di fuori di una visita cardiologica l’operatore vi informerà su come ritirare la risposta.

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Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.