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Risonanza magnetica aperta a Verona

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La risonanza magnetica è l’esame perfetto per visualizzare e analizzare articolazioni, muscoli e tessuti molli. L’uso di campi magnetici e onde radio lo rende un esame sicuro, indolore e non invasivo. Tuttavia, sappiamo che l’idea di entrare nel macchinario può bastare a far rimandare l’esame.

Ciò accade perché, la visita richiede che la persona venga introdotta in una struttura cilindrica, dallo spazio limitato. Proprio questo tunnel può generare ansia nei pazienti. Non si tratta solo del caso di bambini o anziani, questa difficoltà può colpire tutti, che si sia più o meno soggetti alla claustrofobia.

Per rispondere a questa problematica, nasce la risonanza magnetica aperta. 

 

Cosa significa risonanza magnetica aperta?

Si tratta, dunque, di un esame diagnostico che permette di ottenere gli stessi risultati della classica RM, ma in modo più sereno per il paziente.

Il funzionamento di base è lo stesso della risonanza magnetica classica: campi magnetici e onde radio scansionano i tessuti; ciò che cambia è la struttura del macchinario.

Nessun tunnel chiuso, ma la presenza di due braccia che formano una sorta di C. Il paziente, disteso comodamente su un supporto, passerà attraverso questo semicerchio per permettere allo strumento di effettuare le rilevazioni del caso.

Si realizza, così, una situazione di comfort ideale anche per bambini, pazienti claustrofobici o in forte sovrappeso.

 

Quali sono le caratteristiche della risonanza magnetica aperta?

Abbiamo appena visto una descrizione di massima del macchinario. Proprio il modo in cui è concepito e realizzato permette di individuare alcune caratteristiche peculiari:

  • struttura aperta, senza pareti sui lati che garantisce spazio e limita il senso di oppressione,
  • potenza dei magneti; di solito sono in uso quelli a basso o medio campo, perfetti per studiare ossa e articolazioni, ma è possibile anche lavorare ad alto campo,
  • durata dell’esame compresa tra i 15 e i 40 minuti, durante i quali è comunque richiesto al paziente di restare immobili.


Vantaggi della risonanza magnetica aperta

Lo abbiamo già detto, il punto di forza principale di una RM aperta è riuscire a garantire un buon livello di comfort per il paziente che affronta l’esame.

Ma non è tutto. Una risonanza magnetica aperta garantisce:

  • riduzione dell’ansia in persone claustrofobiche e non, riducendo il senso di costrizione provocato dal classico tunnel
  • accessibilità e comfort fisico per pazienti in sovrappeso o con particolari esigenze motorie
  • contatto visivo con il personale sanitario utile nel caso di bambini e anziani che non si sentono soli durante l’esame
  • più silenzio, la macchina risulta infatti meno rumorosa rispetto alle classiche apparecchiature. 

Ciò che non cambia è la qualità dei risultati. Nonostante questi cambiamenti nella struttura, le immagini rilevate mantengono la stessa accuratezza di quelle ottenute in una RM chiusa.

 

Per chi è indicata la risonanza magnetica aperta?

Da quanto abbiamo appena visto, è facile dedurre che i pazienti che possono beneficiare maggiormente di questo macchinario sono persone claustrofobiche, obesi, anziani e bambini.

In generale, invece, questo esame è da evitare per pazienti con pacemaker o protesi metalliche che, una volta posizionate nel campo magnetico, rischiano di subire degli spostamenti e, di conseguenza, portare effetti collaterali nel corpo.

È bene sottolineare che la tipologia di RM più indicata per ogni persona viene valutata, caso per caso, dallo specialista di riferimento e dal tecnico radiologo.

 

La risonanza magnetica fa male?

La tecnologia alla base della RM garantisce assoluta sicurezza per il paziente. La risonanza, infatti, riesce a diagnosticare senza, nella pratica, toccare il corpo:

  • non usa radiazioni ionizzanti, quindi può essere anche ripetuta in breve tempo restando del tutto innocua
  • evita esami invasivi, grazie alle immagini create e alla precisione estrema, è possibile non ricorrere ad altri metodi diagnostici esplorativi che risulterebbero più impattanti per l’organismo
  • è indolore, solo nel caso di uso del liquido di contrasto, potrebbe risultare fastidiosa l’iniezione.

Soffermiamoci per un attimo su quest’ultimo punto. Il liquido di contrasto è un liquido che aiuta a migliorare la visibilità delle strutture e dei tessuti. Anche in questo caso, i rischi sono molto ridotti, poiché i prodotti usati non sono tossici. Solo nel caso di allergia potrebbe svilupparsi qualche difficoltà che rimane, però, molto rara.

 

Quanto tempo dura la risonanza magnetica​?

La durata media di una risonanza varia tra i 20 e i 50 minuti. Ciò che fa davvero la differenza è, nello specifico, la zona del corpo trattata e all’eventuale uso del mezzo di contrasto.

Nello specifico:

  • colonna vertebrale o tratto cervicale, 20-25 minuti
  • articolazioni (spalla, ginocchio, polso, caviglia), 20-25 minuti
  • encefalo, 20-30 minuti
  • addome o pelvi, 30-60 minuti.

In tutti i casi, al paziente viene richiesto di restare fermi nella posizione ottimale affinché il macchinario possa rilevare al meglio le immagini.

Che si tratti di un controllo di routine o di un accertamento più approfondito, la parola d’ordine resta una sola: tranquillità. Sapere quanto dura l’esame, cosa aspettarsi e quali opzioni esistono, come la risonanza aperta per chi soffre di claustrofobia, aiuta ad affrontarlo con più serenità, senza inutili preoccupazioni.

Se hai dubbi su quale tipo di risonanza sia più indicata per te, il nostro team è a disposizione per guidarti nella scelta più adatta.

Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.