Il giornale della Salute

Risonanza magnetica con mezzo di contrasto: pro e contro

You are here:

Ideale per avere immagini dettagliate degli organi interni, la risonanza magnetica è un esame indolore e non invasivo, non basandosi su radiazioni ionizzanti. 

Pur fornendo risultati precisi e dettagliati, in alcuni casi specifici, può essere necessario aver bisogno di chiarezza ancora maggiore. È in questi casi che si usa il mezzo di contrasto; un liquido che viene usato per evidenziare al meglio ogni parte della zona indagata.

Questa opzione può destare preoccupazione, ecco perché è utile conoscere le situazioni in cui è davvero indicata e come approcciarsi all’esame.

Perché si usa il mezzo di contrasto in una RM?

L’obiettivo dell’uso del mezzo di contrasto è migliorare la visione di vasi sanguigni, infiammazioni, masse sospette e, più in generale, differenziare maggiormente i tessuti da analizzare.

Per arrivare a questo risultato, si usa un liquido paramagnetico a base di gadolinio, somministrato attraverso un’iniezione endovenosa, che riesce ad amplificare la risposta di alcuni tessuti quando sottoposti al campo magnetico della RM.

Proprio grazie al gadolinio che si distribuisce in sangue e tessuti, vengono messe in evidenza anomalie strutturali o tumorali che altrimenti sarebbe difficile individuare.

Quando è indicata la risonanza magnetica con mezzo di contrasto?

Il mezzo di contrasto è previsto in base alla zona del corpo da esaminare e all’obiettivo dell’esame stesso. Le situazioni più comuni in cui viene raccomandato riguardano:

  • studio di lesioni cerebrali
  • analisi di articolazioni e colonna vertebrale
  • valutazioni oncologiche
  • esame di fegato e pancreas
  • patologie vascolari
  • RM mammaria
  • controllo della prostata.

Una RM classica, senza liquido di contrasto, dunque, è spesso sufficiente; sarà il radiologo a definire come procedere caso per caso, basandosi sulle necessità del paziente e sulla sua storia clinica.

Vantaggi e rischi del mezzo di contrasto

Sappiamo che pensare all’iniezione in sé può generare qualche disagio, amplificato dai dubbi sul liquido di contrasto e da eventuali reazioni. Conoscere quali sono i vantaggi e i rischi in tale situazione aiuta ad affrontare con maggiore sicurezza l’esame.

Usare il mezzo di contrasto permette di:

  • rendere visibili lesioni, infezioni o masse tumorali nascoste
  • mostrare con precisione il flusso sanguigno e i problemi delle arterie
  • avere una buona tolleranza rispetto ai contrasti iodati della TAC.

Tuttavia, esistono alcuni svantaggi:

  • è rischioso in caso di grave insufficienza renale
  • può causare reazioni allergiche, anche se rare, come prurito, orticaria o lievi problemi respiratori
  • richiede un’iniezione in vena e un esame del sangue preventivo per controllare la funzionalità dei reni.

Va sottolineato che, al momento della somministrazione del liquido, è sempre presente un anestesista,  e il personale resta accanto al paziente, controllando eventuali reazioni e assistendolo nelle sue necessità.

Risonanza magnetica encefalo con e senza contrasto, cosa si vede 

L’uso del mezzo di contrasto fa la differenza nella diagnosi di patologie che hanno bisogno di essere trattate per tempo e con un quadro dettagliato della situazione.

Nel caso di risonanza magnetica dell’encefalo, ad esempio, è possibile visualizzare strutture interne del cervello, del tronco encefalico e dei vasi sanguigni. Oltre queste parti, si evidenziano con precisione alcune lesioni di base come: ictus e ischemie; malattie demielinizzanti (come la sclerosi multipla), atrofie legate a malattie neurodegenerative, traumi e sanguinamenti.

Aggiungere il mezzo di contrasto significa approfondire ancora di più l’indagine, individuando anche: 

  • tumori cerebrali, definendo forma, confini e grado di vascolarizzazione della massa
  • infezioni e infiammazioni come ascessi o meningiti
  • malformazioni dei vasi sanguigni.

In entrambi i casi, affrontare l’esame può comportare stress: conoscere le procedure può aiutarti a ridurre le preoccupazioni e affidarti più serenamente al personale medico.

Risonanza encefalo senza mezzo di contrasto: come funziona

Una RM senza contrasto non richiede particolari preparazioni. Vieni accolto dal tecnico di radiologia che, prima di tutto, si prende cura del tuo comfort, pensando a fornirti cuffiette per ridurre il rumore e cuscini per mantenere più facilmente la posizione.

Seguono le indicazioni per una corretta esecuzione dell’esame, riguardo soprattutto alla necessità di rimanere immobili per tutta la durata dell’esame, che può arrivare anche fino ai 60 minuti.

Una volta disteso sul lettino e introdotto nel macchinario, l’esame può iniziare e al suo termine, potrai tornare a casa senza controindicazioni.

Qual è la procedura per la risonanza magnetica dell’encefalo con contrasto

Rispetto a quanto abbiamo appena visto, nel caso di uso di contrasto, va affrontato un passaggio preliminare in cui viene praticata l’iniezione per via endovenosa. Dopo la verifica che non ci siano reazioni al liquido, l’esame procede come una normale RM.

Al termine dell’esame, come precauzione, dovrai restare in osservazione alcuni minuti, per scongiurare eventuali reazioni allergiche. 

Prima di una risonanza con il mezzo di contrasto, inoltre, ti verranno richieste le analisi del sangue per verificare lo stato dei reni e la fattibilità dell’esame.

Risonanza con e senza contrasto, si può mangiare prima?

Oltre agli esami del sangue che evidenziano il livello di creatinina e la funzionalità dei reni, prima di iniettare il mezzo di contrasto, è importante prepararsi al meglio.

Una delle principali raccomandazioni è di non mangiare prima dell’esame se la risonanza magnetica prevede l’uso del mezzo di contrasto. È importante osservare un digiuno assoluto da cibi solidi di almeno 4-6 ore.

Il digiuno, infatti, è essenziale per ridurre al minimo il rischio di nausea o vomito, che, anche se rari, sono possibili effetti collaterali a breve termine dovuti all’iniezione del gadolinio.

Inoltre, vanno ridotti anche movimenti accidentali dovuti appunto a un conato di vomito o a un semplice colpo di tosse; le immagini cerebrali sarebbero danneggiate nella nitidezza e la qualità dell’esame compromesso.

Indicazioni generali per prepararsi alla RM con mezzo di contrasto

Il colloquio preliminare con il tecnico di radiologia è il momento ideale per chiarire dubbi e avere le informazioni necessarie su come prepararsi all’esame. Di norma, le raccomandazioni riguardano:

  • no ai cibi solidi nelle 4-6 ore precedenti l’esame
  • è possibile bere piccole quantità di acqua naturale, salvo diverse indicazioni, da sospendere 2 ore prima dell’indagine
  • i farmaci abituali possono essere assunti, a meno di differente prescrizione medica
  • evitare l’uso di cosmetici con particelle metalliche, soprattutto nel viso
  • rimuovere tutti gli oggetti metallici.

Conoscere in anticipo come si svolge la procedura, quali sono le indicazioni e le possibili precauzioni ti aiuta ad affrontarla la RM con maggiore serenità. 

Ricorda che la scelta dell’uso del contrasto viene valutata dal medico e dal radiologo in base alle caratteristiche del singolo caso, così da ottenere le informazioni diagnostiche necessarie in modo sicuro e mirato.

Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.