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RX colonna vertebrale completa e bacino sotto carico

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L’RX della colonna vertebrale completa e del bacino sotto carico è un esame di primo livello che può essere prescritto da un ortopedico nel caso di sospette anomalie della schiena e del bacino. 

L’esame serve per valutare l’allineamento delle due strutture, che può esser causa di dolori, problemi di movimento e difficoltà a camminare. 

L’espressione “sotto carico” indica che l’esame viene svolto in piedi, in modo da verificare l’effetto della gravità sulle strutture. 

Come funziona una radiografia della colonna e del bacino sotto carico

La radiografia è un esame di radiologia convenzionale, che utilizza i raggi X e il loro comportamento quando attraversano i tessuti del corpo umano per generare delle immagini bidimensionali in bianco e nero. Viene effettuata utilizzando un macchinario, che emette i raggi e che ne registra il comportamento. I raggi infatti agiscono in modo diverso a seconda della densità dei tessuti che attraversano, venendo per così dire bloccati dal tessuto osseo, più denso rispetto ai circostanti tessuti molli. 

Questo comportamento viene elaborato da un computer che lo trasforma nelle immagini in bianco e nero tipiche delle radiografie. Le immagini vengono poi salvate su supporto digitale o possono essere stampate su lastra. Quest’ultima soluzione viene sempre meno usata per motivi di comodità e per i costi elevati del materiale su cui si stampano le lastre. 

Nel caso specifico della radiografia sotto carico per colonna a bacino, al paziente viene chiesto di restare in piedi, in modo che sulla colonna e sul bacino si scarichi tutto il peso legato alla gravità. 

Il radiologo o tecnico di radiologia posiziona il macchinario in modo che i raggi siano indirizzati nella zona della colonna e lo aziona.

L’esame dura pochi minuti, è totalmente indolore e minimamente invasivo. 

A cosa serve

Questa particolare radiografia serve per avere una panoramica completa di colonna vertebrale e bacino e in particolar modo per verificare le interazioni e la relazione tra le due strutture. 

L’immagine permette di valutare malformazioni ed asimmetrie della colonna vertebrale che possono determinare complicazioni di varia gravità, come dolore cronico, problemi a camminare, difficoltà ad eseguire altri movimenti, e in alcuni casi estremi, anche difficoltà respiratorie. 

Con la radiografia alla colonna e al bacino si possono in particolare individuare e valutare condizioni come: 

  • scoliosi: una deformazione della colonna vertebrale costituita da una curvatura anomala, solitamente laterale
  • cifosi e lordosi: queste sono due curvature naturali della colonna vertebrale, rispettivamente quella all’altezza delle scapole e quella sopra il bacino. In alcuni casi le due curvature naturali possono risultare o eccessive o ridotte. 
  • basculamento del bacino: si tratta di una condizione per cui il bacino risulta più inclinato da un lato, solitamente causato da una gamba più lunga dell’altra (condizione detta a sua volta dismetria) 
  • possibile schiacciamento dei dischi intervertebrali con erniazioni
  • spondilolistesi: una condizione particolare per cui una vertebra scivola su un’altra 
  • artrosi: malattia degenerativa che comporta un accrescimento anomalo del tessuto osseo, in questo caso intorno alle vertebre e che può comportare compressione dei nervi e riduzione della mobilità articolare, con conseguente dolore

Quando viene prescritta

Come tutti gli esami radiologici, anche la radiografia alla colonna e al bacino necessita di prescrizione medica. Il medico di riferimento è un ortopedico, che solitamente prescrive la radiografia in presenza di alcuni sintomi precisi, e a seguito di una visita con il paziente. 

Tra i sintomi che vanno approfonditi con una radiografia alla colonna e al bacino ci sono: 

  • dolore continuo e persistente alla schiena, che non svanisce nemmeno dopo periodi prolungati o che permane anche in stato di riposo 
  • sospetto di scoliosi per evidente asimmetria posturale del paziente 
  • dolore alla schiena non giustificato da traumi o incidenti o da posture prolungate 
  • sospetto di dismetria (gambe di lunghezza differente) 
  • dolore al bacino non giustificato da traumi o incidenti di nessun tipo

L’esame può però venire prescritto anche a seguito di precedenti terapie, per controllare lo stato di salute della zona, e come controllo prima o dopo di un intervento chirurgico. 

RX colonna vertebrale in ortostatismo e RX rachide completo​

La radiografia alla colonna vertebrale in ortostatismo è fatta con il paziente in piedi. L’RX al rachide completo invece è sinonimo di una radiografia alla struttura della colonna vertebrale nella sua interezza. 

L’utilizzo della dicitura rachide o colonna vertebrale dipende essenzialmente dalle scelte individuali di ambulatorio di analisi e del medico. 

RX colonna in toto su lastra lunga in ortostatismo​

La radiografia in toto su lastra lunga è anch’essa una radiografia della colonna che viene visualizzata nella sua interezza, invece che essere divisa in settori. Il termine ortostatismo, come abbiamo già visto, significa che il paziente esegue l’esame stando in piedi. 

La lastra lunga serve per poter vedere la colonna in maniera più approfondita ed è solitamente usata soprattutto per l’indagine della scoliosi. 

Controindicazioni ed esclusioni 

I raggi X usati per le radiografie sono ormai assolutamente sicuri. L’esposizione a cui sono sottoposti i pazienti è talmente bassa che il rischio è assolutamente assente. 

Il fascio di raggi X è concentrato su una zona specifica e quelle vicine non vengono toccate dalle radiazioni. 

Oltre a questo, le parti del corpo che non vanno analizzate possono essere schermate da un apposito grembiule o telo piombato. 

Ci sono tuttavia dei casi in cui i raggi X sono da evitare. A meno che non si tratti di un’emergenza, è solitamente sconsigliato sottoporre a radiografia:

  • donne in stato di gravidanza accertata o sospetta
  • bambini e ragazzi
  • persone con particolari patologie genetiche. 

Evidentemente non possono essere sottoposti ad una radiografia ortostatica pazienti che per motivi temporanei o permanenti non siano in grado di stare in piedi, per esempio pazienti paraplegici, tetraplegici, o che abbiano gli arti fratturati ancora ingessati.  

Le informazioni contenute su questo blog sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo: non possono sostituirsi o integrare la diagnosi svolta dal medico. Tutte le informazioni non devono essere in alcun modo considerate come alternative alla diagnosi del medico curante, né tantomeno essere confuse e/o scambiate con la prescrizione di trattamenti e terapie.