La TAC alla colonna vertebrale è un esame diagnostico che permette di avere immagini tridimensionali della zona analizzata, in questo caso la colonna vertebrale, e di verificare anche a scopo preventivo la presenza di patologie, lesioni, malformazioni e altre condizioni anomale.
È indispensabile per avere un quadro adeguato e completo nel caso si sospettino alcune condizioni più o meno gravi ai danni della salute del paziente.
Come funziona la TAC?
La sigla TAC sta per tomografia assiale computerizzata, e indica un esame di secondo livello che tramite l’uso di raggi X (come per le radiografie) e un software apposito è in grado di generare modelli in 3D delle strutture a cui i raggi vengono indirizzati.
Il macchinario che si utilizza per fare l’esame è costituito da tre elementi: un lettino, su cui il paziente si sdraia, un anello meccanizzato all’interno del quale scorre il lettino e che emette i raggi X e un terminale o computer che analizza il comportamento dei raggi X e ne elabora le immagini tridimensionali.
L’anello viene fatto scorrere lungo il corpo o la sezione del corpo del paziente (in questo caso lungo tutta l’estensione della colonna vertebrale). L’anello emette radiazioni in modo continuo. Queste attraversano il corpo e i vari tessuti, che siano ossa, tendini, legamenti o tessuti molli come i muscoli e gli organi.
Le radiazioni hanno un comportamento differente a seconda della densità del tessuto, questo comportamento differente che prende il nome di attenuazione differenziata, viene poi captato da dei sensori anch’essi posizionati lungo l’anello, che rimandano i dati in tempo reale al computer, il quale li rielabora e genera immagini tridimensionali.
La TAC può essere fatta con o senza mezzo di contrasto. Il mezzo di contrasto è un liquido che viene iniettato per via endovenosa e che permette di rendere meglio visibili i vasi sanguigni e i tessuti che questi attraversano.
Cosa si vede con la TAC alla schiena?
Questo esame diagnostico serve per individuare diversi tipi di condizioni e patologie ed è indispensabile per la diagnosi in molti casi in cui le radiografie non sono sufficienti.
La radiografia (radiologia convenzionale) infatti è un esame di diagnostica per immagini di primo livello, che è in grado di individuare solo alcune condizioni che colpiscono il tessuto osseo, come fratture, micro fratture ed eventuali malformazioni o ipertrofie degenerative del tessuto (artrosi).
Con la TAC, un esame di secondo livello, si possono, invece, individuare anche altri problemi o situazioni che riguardano strutture quali:
- canale vertebrale, che è la struttura formata dalle cavità dei vari dischi vertebrali in cui passa il midollo spinale
- dischi intervertebrali, cioè le strutture cartilaginee che separano i dischi l’uno dall’altro e rendono la colonna mobile
- altri tessuti molli, come terminazioni nervose e il midollo spinale stesso (anche se in misura minore rispetto ad una risonanza magnetica)
Per questo motivo viene solitamente usata per la diagnosi di patologie o condizioni che colpiscono questi distretti, per esempio:
- stenosi del canale vertebrale: restringimento solitamente congenito che può causare diversi problemi anche seri
- microfratture dei dischi vertebrali
- lesioni nervose
- ernie discali o protrusioni (stadio precedente l’erniazione del disco)
- lesioni di natura tumorale o metastasi ossee sui dischi vertebrali
- spondiloartrosi: una forma degenerativa a danno dei dischi vertebrali
- spondilolistesi: lo scivolamento di una vertebra rispetto a quella sottostante
- spondilodisciti: infezioni ai danni delle strutture ossee della colonna vertebrale
- fusione delle vertebre: condizione congenita per cui due vertebre non si differenziano e rimangono unite
- malformazioni della colonna quali scoliosi, ipo- e iperlordosi (curvatura anomala della parte bassa), ipo- e ipercifosi (curvatura anomala della parte superiore della colonna)
- osteoporosi in stato avanzato
- problemi alle vertebre cervicali
Casi in cui viene prescritto l’esame
La TAC come tutti gli esami radiologici viene prescritta da un medico e non può essere eseguita su iniziativa personale del paziente. Questo serve per tutelare il paziente da un inutile assorbimento di radiazioni, anche se va detto molto chiaramente che i macchinari moderni hanno ridotto al minimo l’emissione di raggi X e i protocolli di sicurezza rendono l’esame decisamente sicuro.
Solitamente la prescrizione di una TAC avviene o quando altri esami radiologici non hanno dato alcun esito soddisfacente a fronte di un permanente disagio del paziente, o quando sono presenti sintomi che fanno sospettare condizioni o patologie ai danni di altre strutture non visibili con la radiografia.
Nello specifico si può prescrivere una TAC alla colonna vertebrale nei seguenti casi:
- a seguito di traumi con sospette fratture delle vertebre
- se si sospettano patologie degenerative della colonna, come l’artrosi
- per ricercare eventuali tumori o metastasi ossee
- in caso di problemi come sciatalgia cronica, per approfondire la situazione di compressione dei nervi che la causa
- precedentemente e successivamente ad un intervento chirurgico per avere un quadro chiaro della situazione nel campo operatorio
Differenza con la TAC lombosacrale
La differenza tra i due esami è solamente nella zona di pertinenza. La TAC alla colonna vertebrale prende in esame tutta la colonna, incluse le vertebre cervicali.
La TAC lombosacrale invece viene fatta solamente alle vertebre dell’omonima area, cioè quelle che costituiscono la parte terminale bassa della schiena.
Data la lunghezza inferiore della seconda rispetto alla prima, c’è una leggera differenza anche di durata dell’esame.
TAC lombosacrale, quanto dura
L’esame dura approssimativamente 15 minuti a zona se non si usa il mezzo di contrasto, mentre può arrivare a 30 minuti a zona con utilizzo del mezzo di contrasto .
TAC alla colonna vertebrale, avvertenze e precauzioni
L’esame è totalmente indolore e non invasivo, o minimamente invasivo nel caso del mezzo di contrasto.
Vi sono però delle esclusioni, situazioni per cui non è possibile procedere, tra cui:
- gravidanza accertata o presunta, a meno di caso di emergenza assoluta
- paziente in età pediatrica
- difficoltà o impossibilità del paziente a stare fermo (tremori o altro)
In ogni caso si ribadisce che l’esame è totalmente sicuro, ma che è necessaria una prescrizione medica per potervi accedere.